Studio Dalla Dea

Strategie formative per “ben-lavorare” in azienda

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(articolo della Dr.sa Enrica Brachi)

"Gli analfabeti del XXI secolo non saranno coloro che non sanno leggere e scrivere, ma coloro che non sanno imparare, disimparare ed imparare di nuovo." (Alvin Toffler)

La formazione oggi è una priorità indispensabile: o ti formi o ti fermi.

Sempre più necessitiamo di spazi e tempi per “cambiare punti di vista” e confrontarci; contesti protetti che facilitino l’apprendimento; luoghi in cui attivare la possibilità di “imparare ad imparare”; ambienti per allenarsi nelle competenze comunicativo-emotivo-relazionali “in un’ottica win-win”; laboratori in cui affinare le No Technical Skills per ben-lavorare, ma anche per ben-essere e ben-vivere.

La finalità di una formazione strategica è trasformare i circoli viziosi in percorsi virtuosi, gli scontri distruttivi – per sé e per gli altri – in confronti costruttivi, per divenire “creatori di valore”, in un percorso di miglioramento, praticabile e sostenibile.

Per esempio tra i comportamenti su cui lavoriamo per generare una comunicazione “costruttiva” con se stessi, con gli altri, con l’ambiente, troviamo:

•ascoltare attivamente attraverso una “comunicazione empatica”, in cui chiedere serve per comprendere;

•assumersi le proprie responsabilità;

•approfondire la conoscenza dei bisogni, propri ed altrui, al di là delle rispettive posizioni;

•dare e chiedere tempo, nel rispetto delle proprie ed altrui necessità;

•esprimersi liberamente (pensieri, emozioni, bisogni) senza essere offensivi e meta-comunicare, ossia definire ciò che sta avvenendo nella comunicazione, mentre accade;

•definire chiaramente dei confini e gestirli (es. saper dire di no e riproporlo se necessario), darsi il permesso di trovare la giusta distanza relazionale;

•proporre soluzioni, essere propositivi, ricercare da soli o insieme all’altro ulteriori possibilità, alternative efficaci, eventualmente darsi l’opportunità di chiedere aiuto ad una terza parte;

•riconoscere i propri errori e comunicarlo, con coraggio e umiltà;

•fare ed accettare critiche “costruttive”, orientate al miglioramento, nel rispetto della persona;

•dare ed accogliere i feedback positivi – gli apprezzamenti – con una capacità di riconoscere e riconoscersi ciò che funziona ed è ben fatto, abituandosi a vedere anche “il bicchiere mezzo pieno”;

•saper “so-stare” nel conflitto mantenendo contemporaneamente in considerazione le proprie e altrui aspettative;

Nei contesti formativi segnaliamo continuamente la capacità di utilizzare il conflitto e l’eterogeneità, come risorse, in modo da accettare le differenze e valorizzare la diversità come ricchezza.

Gli “elementi di disturbo”, le crisi, possono divenire occasioni di rinnovamento e crescita collettiva,

Il benessere/malessere viene co-creato quotidianamente negli inevitabili scambi comunicativi.

La formazione è uno strumento necessario a livello di singoli e di organizzazioni, ma anche un processo di accompagnamento, di tutela, di supporto all’attraversamento di dimensioni e situazioni, operative ed organizzative.

Siamo consapevoli che anche un viaggio di mille miglia inizia con un singolo passo, ma anche che ogni passo è già un traguardo, in cui scegliamo la speranza rispetto alla rassegnazione ed agiamo con coraggio e passione, lasciando andare disfunzionalità, paure e lamentele.

(Enrica Brachi)

 

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