Studio Dalla Dea

Cento vite, cento carriere

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Mentre stamani aiutavo Nives in giardino (facevo in realtà solo “il manovale”), cercavo di immaginarmi che cosa avrebbero potuto fare alcuni miei amici, in una domenica di novembre generosamente tiepida ed assolata.

Uno avrebbe senz'altro organizzato una camminata in montagna, caricandosi lo zaino con non meno di 20 chili di attrezzatura. Un altro avrebbe fatto un giro in bici attraverso i colli berici. Almeno un paio mi piace immaginarli in veranda, impegnati a leggere qualche pagina dei molti libri che attendevano da tempo la loro attenzione.

Queste riflessioni mi rammentarono che ciascuno di noi, per quanto professionalmente impegnato in attività per qualche verso analoghe, è molto diverso da tutti gli altri.

E allora?

L'epoca della produzione di massa sta tramontando, mentre l'economia che vediamo emergere è fondata sulla conoscenza, sull'inventiva, sulla curiosità, sul talento.

E in un contesto del genere le mille meravigliose differenze fra le persone diventano una risorsa preziosa, pronta a liberare le proprie potenzialità se solo se ne presenta l'occasione.

Un'azienda in grado di attingere alle potenzialità uniche ed esclusive di ciascuno dei suoi 100 (o 2, o 1.000) dipendenti potrebbe mettere in campo una potenza mai vista; mentre, viceversa, un'azienda incapace di ideare metodi per trarre vantaggio dalle peculiarità di ogni singolo dipendente 'è destinata' ad incontrare difficoltà.

È da queste considerazioni che trae origine il concetto che ho condensato nel titolo “cento vite, cento carriere”.

Anche Peter Drucker intende qualcosa del genere quando scrive che “il rapporto che si va instaurando fra i lavoratori della conoscenza e la loro organizzazione è un fenomeno decisamente nuovo.”

I principali portavoce di questa nozione sono i professori Freeman e Gilbert, i quali, nel loro libro più famoso propongono una strategia basata sulla personalizzazione della progettualità.

L'azienda, scrivono, “è un mezzo per agevolare la realizzazione dei progetti dei suoi singoli membri.

I singoli individui passano attraverso le aziende nel loro cammino verso i propri obiettivi personali.”

Le aziende in altre parole non sono altro che una sorta di rappresentazione collettiva degli interessi individuali dei loro singoli membri.

In un mondo in cui il successo dipende crescentemente dalla capacità di usare in modo originale la propria materia grigia, diviene cruciale per il singolo individuo saper gestire in prima persona il proprio sviluppo di carriera: l'azienda accorta tende quindi a trasformarsi deliberatamente in uno strumento per promuovere la crescita di ciascun dipendente.

È una-strategia da cui traggono beneficio tanto l'azienda nel suo complesso quanto gli individui che, per periodi più o meno lunghi, ne fanno parte.

La morale: scegliete l’azienda giusta … e ili giusto collaboratore! L’occasione, per entrambi, è storica.

 

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