Studio Dalla Dea

La peggiore fantasia

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La mente fa a volte alcuni scherzi ed immagina mostri dai quali si fatica a fuggire.

È certamente successo a qualcuno fra noi di sognare come incubo notturno la situazione che stiamo vivendo in questi giorni: un elemento sconosciuto e letale che dapprima sconsiglia, poi vieta ai propri clienti non solo di acquistare ciò di cui essi avrebbero obiettivamente bisogno, ma persino di utilizzare ciò che hanno già pagato o addirittura di avvicinarsi a quel luogo pericoloso, dove potrebbero mettere a rischio la salute e financo la propria vita.

Quando ciò accade nel sogno basta risvegliarsi: la ragione riprende il controllo sulla fantasia onirica e si ritorna alla realtà rassicurante di sempre.

Oggi non è così.

Non siamo in un incubo, siamo in una nuova spaventosa realtà.

L’epidemia del virus covid-19 che ha colpito il pianeta ha raggiunto il nostro Paese e ci ha costretto, in sole due settimane, a riprendere contatto con le nostre più ancestrali paure o meglio, con le nostre angosce più profonde.

Ci sentiamo vicini alle Persone che vivono e lavorano nelle zone più colpite e, parafrasando un famoso discorso di J.F.Kennedy a Berlino nel lontano giugno del 1963, possiamo dire: “Noi siamo tutti Codognesi!”.

La verità dettata dalle leggi biologiche è che, a bocce ferme, saremo tutti contagiati.

Dura lex, sed lex. O meglio dura scienza e statistica.

Molti di noi probabilmente lo sono stati già da tempo, senza accorgersene, altri lo saranno domani in forma lieve o lievissima, qualcuno avrà problemi più seri, ci saranno ricoveri in ospedale, alcuni moriranno.

Questa tragica verità che ci accomuna tutti sul piano personale sanitario avrà naturalmente ripercussioni su diversi altri piani: sociale, politico ed economico.

Se la curva di diffusione dell’infezione dovesse innalzarsi ancora per sole 2-3 settimane, potremo uscire dalla spirale negativa del calo drammatico della propensione d’acquisto e di consumo con danni tutto sommato accettabili.

Se invece, come purtroppo temo, il punto di svolta dovesse richiedere qualche mese, molte aziende andranno in crisi, molti collaboratori perderanno il posto di lavoro, alcune aziende falliranno.

Che fare in questa situazione?

Il prof. Umberto Galimberti ci spiega, in un recente video che circola in rete, che Aristotele direbbe che c’è bisogno di applicare “φρόνησις “ (pronuncia “fronisis”), dal greco antico “saggezza” o meglio, forse, “buon senso”.

Occorre esercitare la capacità di muoversi all’interno di una situazione nuova, assolutamente sconosciuta nei suoi sviluppi futuri.

Calibrare quindi le azioni imprenditoriali in funzione dell’evoluzione quotidiana della situazione, nel territorio in cui si opera.

Tenere aperti i Centri, mandando un segnale di speranza ma contemporaneamente agevolando statisticamente la diffusione del virus o sospendere le attività per le settimane necessarie all’inversione della curva di crescita?

Non rinunciare all’incasso del mese o rischiare in questo modo la debacle definitiva?

In queste circostanze serve un alto senso civico che implica decisioni coraggiose e soprattutto condivise con i Colleghi, non più competitori ma, insieme a noi, parte della soluzione e non del problema.

Insomma: dovremo imparare a convivere per lungo tempo in condizioni economiche precarie.

C’è speranza?

Sicuro!

Indicative sono state per me le interviste telefoniche che ho fatto nei giorni scorsi agli imprenditori dei Centri con le performance di periodo migliori.

Alla domanda: “Come affrontate il calo delle frequenze di questi giorni?”

le risposte sono state:

“In realtà utilizzo l‘opportunità che ne è scaturita. Aumento le ore, che avevo comunque già preventivato, da dedicare alla formazione delle mie Ragazze. Ciò che perdo oggi, mi tornerà domani”

“Lavoro costantemente con i miei Supervisori per mantenere un’alta energia all’interno del Centro, consapevole della cappa angosciosa che c’è all’esterno”

“Sto rivedendo con le mie consulenti la tecnica della richiesta refferal: l’unica strada che, secondo me, potrà essere utile a traghettarci fuori dalla palude”.

In conclusione: è indubbio che la situazione che stiamo vivendo rappresenti un terribile stress-test per le Aziende.

L’onestà intellettuale mi impone di dire con chiarezza che non tutte ce la faranno a sostenere l’urto della congiuntura, se questa dovesse prolungarsi per mesi.

Chi ha studiato sa applicare metodologie di gestione scientifica e può ragionevolmente essere tranquillo, avendo condizioni di salute finanziaria in ordine.

Non vinceranno i più forti: come spiega Charles Darwin solo chi rimarrà flessibile al mutare del contesto si salverà.

La rigidità cognitiva sarà la causa primaria della sconfitta: chi rimarrà legato acriticamente solo alle procedure ed alle consuetudini passate vedrà la propria azienda seppellita con esse.

Per quanto mi concerne, in queste circostanze rimango disponibile a dare supporto telefonico/video non solo ai miei Clienti, ma a tutti gli Operatori del settore, senza distinzione alcuna, in via assolutamente gratuita e riservata.

Basta solo inviarmi un messaggio riservato su Facebook-Messenger con il vostro numero di cellulare: prometto di farmi vivo personalmente per concordare un successivo confronto.

E’ il momento della fiducia, della solidarietà e del coraggio.

Un antico proverbio africano dice: “Quando la notte è più buia, l’alba è più vicina”.

Un abbraccio!

 

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