Studio Dalla Dea

L’ immediatezza compassionevole

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Nelle Aziende del XXI° secolo, la cultura aziendale è più importante che mai.

Come già possiamo vedere oggi, il futuro sarà caratterizzato non solo da un cambiamento costante, ma sempre più in accelerazione progressiva.

Il successo non significa solo essere in grado di adattarsi a questo particolare momento, ma all'idea stessa del cambiamento accelerato.

Ecco perché, più che mai, la cultura aziendale funzionerà come una sorta di sistema immunitario dell’azienda, che la difende da pericolosi contagi, il peggiore dei quali è l’immobilismo.

Una cultura sana è resiliente, in grado cioè di gestire le sfide esterne, identificare i punti deboli interni, sradicare elementi tossici e consentire sia al business che ai collaboratori di crescere e prosperare.

Nel nostro Studio crediamo che la chiave per costruire una cultura aziendale sana e resistente, che servirà da base per il successo sostenibile, sia quella che abbiamo chiamato "IMMEDIATEZZA COMPASSIONEVOLE".

Trasmettiamo questo concetto alle aziende clienti, ed è il fulcro dei nostri valori.

Cosa significa?

È innanzi tutto lo stimolo continuo dato ai collaboratori di esprimersi, dare feedback, dissentire e far emergere subito eventuali problemi e critiche costruttive.

Il tutto esercitato subito, IMMEDIATAMENTE quando serve, con continuità e con chiarezza, ma anche con empatia e comprensione, in una parola “COMPASSIONEVOLMENTE”.

Troppe persone, all’interno delle aziende, credono che il management debba scegliere tra essere diretto ed essere compassionevole.

Ma noi no.

Queste qualità non si escludono a vicenda, sono indipendenti e possono essere coltivate insieme.

E quando sono agite contemporaneamente, la somma che ne risulta è maggiore delle singole parti.

Come abbiamo visto all’inizio in molte delle aziende con cui abbiamo lavorato, quando è presente, o sopravvalutata nella cultura aziendale, una sola delle due modalità, il risultato sarà tossico, con conseguenze dannose sia per i collaboratori che per l'azienda.

Secondo un sondaggio relativo alla gestione delle risorse umane in azienda, l'85% dei dipendenti non è soddisfatto della qualità della comunicazione interna.

E la qualità della comunicazione riguarda soprattutto IL MODO in cui le informazioni vengono veicolate.

Questo fa la differenza: secondo il famoso Istituto di ricerca Gallup il motivo numero uno per il quale i collaboratori lasciano le loro aziende è LA SCARSA CAPACITÀ COMUNICATIVA DEI LORO CAPI DIRETTI.

Ciò accade ovviamente per molte ragioni, ma abbiamo visto cosa succede nelle aziende in cui è premiata l’immediatezza comunicativa, senza quella che abbiamo chiamato “compassione”.

I dipendenti si sentono soggetti solo passivi, per nulla inter-attivi. Si demoralizzano e, un po’ alla volta, iniziano a disimpegnarsi. Il feedback dei superiori è accolto in modo difensivo e con risentimento.

Le squadre vanno in crisi, i collaboratori lasciano o, peggio, si ammalano.

Abbiamo avuto molte esperienze con aziende costruite su culture che si concentrano sulla crescita e sui ricavi a breve termine a tutti i costi.

E sì: può funzionare… fino a quando dura!

Rappresenta il tipico modello di crescita che sacrifica la cultura aziendale e insieme le prospettive di crescita a lungo termine: nel tempo le prestazioni delle Squadre peggiorano e la gente smette di dare il meglio di sè.

L'idea che capi “duri” che governano grazie alla paura e all'intimidazione conducano a prestazioni migliori è ancora ritenuta valida in alcuni settori ma, come hanno scoperto molti ricercatori, è solo un mito senza fondamento.

Allo stesso modo, le culture aziendali che sottovalutano del tutto ogni atteggiamento direttivo hanno i loro problemi.

Quando collaboratori e manager sono riluttanti ad esprimersi in modo diretto e sincero, sia per paura di sembrare "cattivi", o perché il feedback che ne ricevono è scoraggiante, le battute d'arresto dei fatturati possono presentarsi e riproporsi spesso.

Le opportunità per correggere la rotta non vengono colte, spesso fino a quando non è troppo tardi. Il feedback è la chiave del MIGLIORAMENTO CONTINUO.

Non c'è niente di sbagliato nel fallimento o negli errori: sono inevitabili! Ma essere in grado di imparare da essi è fondamentale.

Ignorarli o non dare ai dipendenti un feedback onesto, costruttivo non è educativo: è irrispettoso, non riconosce il loro potenziale né li aiuta ad esprimerlo.

Ma affinché il feedback sia dato e, ancora più importante, ricevuto in modo costruttivo per portare una crescita reale, deve essere elargito non solo con immediatezza ma con vere compassione ed empatia.

Non si tratta di essere troppo teneri o troppo solleciti, si tratta di riconoscere il modo in cui gli esseri umani “funzionano” e applicare questa conoscenza sul posto di lavoro.

Quando le Organizzazioni promuovono un'etica della compassione piuttosto che una cultura dello stress, ciò costruisce un posto di lavoro più sereno e genera migliori profitti.

Lì dove c’è fiducia, tutto funziona meglio.

Collaboratori e colleghi sanno che i loro suggerimenti vengono presi in considerazione con serenità ed attenzione e i problemi vengono risolti senza lasciare sensi di colpa in capo a qualcuno.

La solidarietà compassionevole non può essere solo una politica che funziona dall'alto verso il basso: è un processo a due vie.

Certo deve iniziare dall'alto: man mano che le persone acquisiscono più potere nelle organizzazioni, possono diventare meno empatiche.

Spesso sottovalutano, una volta arrivati in posizioni di potere, gli effetti che hanno sulle altre persone.

Ecco perché l’IMMEDIATEZZA COMPASSIONEVOLE richiede che i leader e i manager modellino loro stessi e lavorino sodo per essere altrettanto aperti al feedback immediato e onesto e disposti a crescere come ogni altro collaboratore.

Ciò richiede coraggio e trasparenza.

A voi la scelta, immediata e compassionevole.

"Se vuoi che gli altri siano felici, pratica la compassione.

Se vuoi essere felice tu, pratica la compassione"

(Dalai Lama)

 

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