Studio Dalla Dea

Seguire la spirale positiva, anziché quella negativa

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Vi è mai capitato di vivere un episodio negativo che ha attivato, a cascata, una serie di altri eventi che ha prodotto ancor maggiore disagio nella vostra vita?

Può una percezione di fallimento portarvi più facilmente ad avere un'altra debacle?

Queste domande possono sembrare leziose o provocatorie, ma in realtà penso vadano al cuore del perché alcune persone riescono ed altre falliscono.

Possiamo scegliere di creare nella nostra mente degli “effetti turbo” che ci spingono verso l’alto o altri che ci trascinano verso il basso.

Facciamo un esempio: un venditore tenta di fissare un appuntamento al telefono con uno stato d’animo non positivo, per effetto dei molti no già ricevuti.

Il cliente potenziale percepisce l’insicurezza. Tentenna. Dice di no. Niente vendita.

Un altro venditore/consulente tenta di convincere il cliente che ha di fronte, ma in cuor suo si sente già perdente. Ciò lo induce ad essere meno entusiasta e convincente. Il cliente si allontana dicendo:”ci devo pensare…” Si fa un errore. Succede. La posta in gioco sale.

Accidenti, un altro errore, e poi ancora e ancora sino a che non arriva il fallimento finale.

Al lato opposto troviamo SuperMan (o SuperWoman, Nembo Kid o l’Uomo Ragno, vedete voi).

Un vero eroe: deciso, infallibile, nulla può sconfiggerlo.

Nella terra di mezzo c’è qualcuno che cerca costantemente di migliorare ogni volta che sbaglia e certamente questo tipo di persona vedrà prima o poi le cose andar meglio rispetto a chi si ostina a ripetere esattamente gli stessi errori del passato, senza analizzarli a posteriori, criticamente.

Diventare questo tipo di persone non dipende dal proprio DNA, voi potete imparare ad esserlo o rimanere nel fallimento.

La risposta migliore al non aver risultati non è quella di ributtarsi a capofitto nella trattativa successiva con le stesse modalità, ricadendo e riemergendo sempre più a fatica.

Ciò che va fatto è invece comprendere la natura del ciclo del fallimento che continuamente si ripete, e cambiare fin dall’inizio il proprio modo di fare.

Non si deve combattere il ciclo così com’è: è necessario trasformarlo in un ciclo del tutto diverso.

E’ un lavoro duro, ma meno faticoso che sopravvivere al continuo fallimento.

Quando il cervello rettile vi spinge nell’angolo della paura, quello è il momento di abbracciarla e fare esattamente l’opposto di quel che vi suggerisce.

Potrebbe non funzionare la prima volta, e magari neppure la seconda o la terza, ma siate sicuri che state percorrendo un percorso di rinascita, all’interno del quale ogni input negativo temporaneo, porterà ad una maggiore produttività futura.

 

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