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Studio Dalla Dea - Business Coaching and Training

Lasciamo un buon ricordo

Le nostre parole continuano a germogliare frutti nelle menti di coloro che abbiamo incontrato, nella vita e nel lavoro.

Alcune di esse continueranno a vivere anche dopo di noi, nelle azioni che sono generate nelle persone che ci hanno ascoltato, che abbiamo ispirato.

Possono essere fiori o veleno, siamo noi a deciderlo.

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INVIDIA ed AMMIRAZIONE

"L'invidioso mi loda senza saperlo" scrive Kahlil Gibran.

In effetti si invidia solo ciò che si considera prezioso e si cerca di distruggere e screditare ciò che in realtà si ammira.

Nell'invidiare ciò che gli altri hanno, o ciò che sono, l'invidioso non si rende conto che nel suo invidiare gli altri ne sta inconsciamente riconoscendo il valore.

La felicità e il successo dell'altro lo disturbano, il benessere altrui lo irrita.

Desidererebbe appropriarsi di tutto questo valore, in quanto il riconoscimento e l'elogio sono come squisiti bonbon per il suo ego.

Dietro l'invidia si riconosce dunque la presenza di un'avidità eccessiva verso qualcuno che inconsciamente si ammira.

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Ragionare come un bambino

Ragionare in modo puerile è diverso rispetto a ragionare come un bambino

Ragionare come un bambino significa utilizzare il cervello come farebbe uno scienziato.

Ragionare in modo puerile porta a fare capricci.

Ragionare come un bambino significa vedere le opportunità con nuovi occhi.

Ragionare in modo puerile fa sì che spesso le promesse non vengano mantenute.

Ragionare come un bambino significa sentirsi forti, coraggiosi, e nello stesso tempo disposti ad essere momentaneamente sconfitti.

Ragionare in modo puerile crea sempre fastidio intorno a sè.

Ragionare come un bambino significa vivere la vita con cuore puro.

Ragionare in modo puerile porta solo alla solitudine.

Se vuoi avere successo, datti quindi il permesso di ragionare come un bambino.

   

Il prezzo ed il valore: due facce della stessa medaglia

In una economia in lenta ripresa, il marketing dei prodotti/servizi punta molto sul prezzo.

Comunemente si pensa che, dal momento che i tempi sono difficili, le persone si preoccupino solo del prezzo e di nient’altro che del prezzo.

In realtà le persone, in questo periodo, pongono maggiore attenzione al valore.

Si preoccupano di più del valore complessivo di ciò che ricevono, in quanto non possono permettersi di pagare più del dovuto e non vogliono ovviamente fare errori con il loro denaro.

Valore = benefici percepiti - prezzo

La formula sembrerebbe suggerire che per innalzare il valore di un bene o di un servizio sarebbe sufficiente abbassarne il prezzo. Giusto?

In realtà, c'è un altro modo per fare salire il valore: aumentando cosa si da’ in cambio!

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Openess in azienda

Cosa si intende per openess in azienda?

L’impresa che mette le persone al centro e che riconosce le relazioni di parità, la passione e il talento, la capacità di immaginare e realizzare il cambiamento, la open leadership, come valori guida dell’azienda del futuro.

Nell’attuale scenario sopravvivono e si sviluppano solo le organizzazioni che sanno essere open, aperte al cambiamento, alla gestione della complessità data dalle molteplici variabili contemporaneamente in gioco.

Un sistema aperto fa entrare nuova energia e materia che alimenta il metabolismo del sistema, generando ordine e dinamismo.

Tutto ciò è possibile se emerge una nuova idea del comando, da una visione del capo gerarchico, che comanda e controlla, a una visione del capo come coach, che adotta una leadership orizzontale, condivisa, distribuita e, appunto, aperta.

   

Due vite

Mi è capitato di rileggere alcune parole di Pablo Coheo, che mi hanno particolarmente risuonato. Le propongo alla vostra attenzione:

"....A volte il Guerriero della Luce ha l'impressione di vivere due vite contemporaneamente.

In una è costretto a fare ciò che non vuole, a lottare per ideali nei quali non crede.

Ma c'è un'altra vita ed egli la scopre nei sogni, nelle letture, negli incontri con persone che la pensano come lui.

Tuttavia, se sarà più attento, si accorgerà che la vita è una sola: non dovrà far altro che lasciare che i suoi sogni s'impossessino del quotidiano e che la disciplina dei suoi passi lo aiuti a raggiungere ciò che sogna.

Tutti dobbiamo imparare a equilibrare Rigore e Misericordia..."

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Il potere straordinario della gentilezza

Sappiamo che l'essere umano è violento: ce lo dimostrano le guerre, le crudeltà, le cattiverie che vediamo abitualmente nella politica … e nelle imprese.

E c'è una corrente di pensiero che esalta l'aggressività perché la considera uno strumento indispensabile per il successo.

Molte volte abbiamo sentito elogiare l'uomo forte, il manager aggressivo, “cattivo” come se la durezza aprisse tutte le porte, vincesse tutti gli ostacoli.

Non sono affatto convinto che sia vero.

Ho visto manager duri, aggressivi, arroganti che hanno fallito perché non sono riusciti a conquistare la fiducia dei loro collaboratori mentre, in compenso, si sono fatti molti nemici.

Sono quindi giunto alla conclusione che per il successo siano più importanti qualità come la determinazione, la tenacia, la forza interiore, la capacità di comunicare strategicamente e convincere.

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Le basi dell’eccellenza: strategia e cultura

Secondo la mia esperienza non è possibile che una azienda possa affermarsi senza porre solide basi di pensiero strategico e costruzione della cultura aziendale.

Definisco la strategia come l’approccio all’attività economica che tradizionalmente sottolinea l’impatto del vantaggio concorrenziale sul risultato economico finale e la cultura aziendale come una fine attenzione alle esigenze dell’Organizzazione e dei Collaboratori.

Per unificare strategia e cultura bisogna innanzitutto elaborare una visione del futuro dell’impresa e quindi, per mettere in atto la strategia volta a concretizzarla, occorre alimentare una cultura aziendale che sia motivata da tale visione e si dedichi al suo perseguimento.

Il connubio tra pensiero strategico e costruzione della cultura aziendale richiede non solo che i leader coltivino una visione di ampio respiro, ma anche che padroneggino le capacità necessarie per metterla in atto.

Per questi Leader, la crisi rappresenta un’opportunità, anziché un pericolo: essi sanno creare un futuro in funzione sia dei risultati economici da raggiungere, sia dei bisogni dei Clienti e dei Collaboratori dell’organizzazione.

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