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Andamento Centri Benessere a metà Settembre

E' il nostro business appeso ad un filo...di rossetto?

Dopo molti mesi di silenzio, voluto ma sofferto, con l’inizio di questo nuovo anno di attività condivido la mia chiave di lettura per il futuro che ci attende, almeno per i prossimi mesi.

Ci domandiamo tutti: cosa accadrà domani?

Riusciremo a risollevarci dopo i mesi di lockdown che hanno azzerato la redditività dei nostri Centri ?

Lo sappiamo bene, stiamo attraversando una crisi mai vista prima: sanitaria, sociale, economica.

E ci interroghiamo sul futuro.

Mi ha molto colpito un indicatore utilizzato per monitorare le crisi, guardando aspetti sociali e di costume che accompagnano i periodi economici più bui.

È il Lipstick Index: ne avete sentito parlare?

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La peggiore fantasia

La mente fa a volte alcuni scherzi ed immagina mostri dai quali si fatica a fuggire.

È certamente successo a qualcuno fra noi di sognare come incubo notturno la situazione che stiamo vivendo in questi giorni: un elemento sconosciuto e letale che dapprima sconsiglia, poi vieta ai propri clienti non solo di acquistare ciò di cui essi avrebbero obiettivamente bisogno, ma persino di utilizzare ciò che hanno già pagato o addirittura di avvicinarsi a quel luogo pericoloso, dove potrebbero mettere a rischio la salute e financo la propria vita.

Quando ciò accade nel sogno basta risvegliarsi: la ragione riprende il controllo sulla fantasia onirica e si ritorna alla realtà rassicurante di sempre.

Oggi non è così.

Non siamo in un incubo, siamo in una nuova spaventosa realtà.

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L’ immediatezza compassionevole

Nelle Aziende del XXI° secolo, la cultura aziendale è più importante che mai.

Come già possiamo vedere oggi, il futuro sarà caratterizzato non solo da un cambiamento costante, ma sempre più in accelerazione progressiva.

Il successo non significa solo essere in grado di adattarsi a questo particolare momento, ma all'idea stessa del cambiamento accelerato.

Ecco perché, più che mai, la cultura aziendale funzionerà come una sorta di sistema immunitario dell’azienda, che la difende da pericolosi contagi, il peggiore dei quali è l’immobilismo.

Una cultura sana è resiliente, in grado cioè di gestire le sfide esterne, identificare i punti deboli interni, sradicare elementi tossici e consentire sia al business che ai collaboratori di crescere e prosperare.

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Leadership, questa sconosciuta

È sempre un piacere leggere cose scritte dal grande Dale Carnegie che rimarrà per sempre un riferimento fondamentale nella formazione aziendale.

Ecco cosa scrive a proposito di leadership:

“Sapete quale è la caratteristica più importante che un leader possa avere?

Non è l’abilità operativa, non è una mentalità vincente, non sono il calore umano, il coraggio e neanche il senso dell’umorismo, anche se queste sono tutte doti di grandissima importanza.

È LA CAPACITA’ DI FARSI DEGLI AMICI, il che, in sostanza, corrisponde alla CAPACITA’ DI VEDERE CIO’ CHE DI MEGLIO IL PROSSIMO HA DA OFFRIRE”.

Quindi pensare da leader significa soprattutto saper attirare e valorizzare ciò che di straordinario hanno le persone che sposano i nostri progetti.

Acquisire questa particolare dote prevede ovviamente molto lavoro su se stessi per migliorare la capacità di sospendere i poco funzionali giudizi negativi e concentrarsi sul positivo che ciascuno porta dentro sé.

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Perché le competenze trasversali sono diventate essenziali

Quanto è importante mantenere e sviluppare le proprie competenze sia per entrare nel mercato del lavoro che per mantenere il proprio posto e nel contempo aumentare la competitività delle aziende?

La risposta è per me evidente: lo sviluppo delle competenze è diventato un elemento strategico in linea con l'accelerazione dei cambiamenti del mercato del lavoro e della rapida evoluzione tecnologica e sociale.

Il focus sulle abilità deve valutare sia quelle un tempo meno considerate che sono quelle trasversali o comportamentali chiamate comunemente "soft skills" sia le "hard skills", quelle abilità legate specificamente alle competenze tecniche o all’abilità di svolgere un mestiere.

Le “soft skills” (comunicazione, gestione, auto-organizzazione, efficienza professionale, ecc.) sono state spesso considerate come capacità individuali innate e quindi non acquisibili o migliorabili attraverso una formazione specifica.

Nel tempo è invece diventato sempre più chiaro che non solo le soft skills sono necessarie in tutti i lavori, in primis quelli che prevedono il contatto diretto con la clientela, ma sono anche abilità essenziali ed indispensabili per il successo.

È allora fondamentale domandarsi come svilupparle.

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Emozioni ed intuizioni, asset fondamentali del nostro core business

Le prestazioni sono per il 33% dovute alle capacità tecniche e cognitive e per il 67% alle capacità emotive

Le emozioni e le intuizioni possono essere una leva efficace per decidere rapidamente e meglio in un ambiente in continua evoluzione?

Dovremmo considerare l'intelligenza emotiva come una condizione “sine qua non” per il successo?

Tali questioni sono sempre più oggetto di dibattiti controversi, tuttavia sembra acclarato che l'emozione e l'intuizione siano sempre più apprezzate all'interno delle aziende.

Oggi, alcuni amministratori delegati sostengono fortemente che prendono le loro decisioni più importanti basandosi quasi esclusivamente sulle loro intuizioni.

Un esempio è il Responsabile Risorse Umane di Vivendi, che asserisce di far progredire nei suoi piani di carriera collaboratori con un profilo psicologico chiamato "meta", ovvero: "persona intuitiva".

Ma quali sono le ragioni che spingono ora i leader delle aziende e i loro Uffici Sviluppo Risorse Umane a ricercare nei Collaboratori questa così detta intelligenza emotiva?

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La formula R2+A2

Cosa vuole dirci il celebre scrittore Napoleon Hill (1883-1970) con la formula R2+A2?

R2 sta per: Riconoscere e Relazionare.

A2 sta per: Assimilare e Applicare.

E quindi?

Ogni giorno nella tua vita entri in contatto con differenti stimoli e approcci e metodi per affrontare e risolvere situazioni, per ottenere risultati e per raggiungere il successo.

Impara a:

RICONOSCERE: Quali tra i tanti stimoli quotidiani sono buone idee che potranno portarti un giovamento?

Guarda, osserva, leggi, ascolta per raccoglierle.

RELAZIONARE: Cosa potranno fare di utile per te queste nuove idee?

Mettile in correlazione tra loro e con le convinzioni, le esperienze, i principi della tua vita.

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Paura, speranza e amore: le tre leve del business

Le aziende della sicurezza negli aeroporti lavorano nel “business” della paura.

Ogni volta che ti fanno vuotare le tasche, togliere le scarpe e la cintura, fanno leva sulla paura (del possibile attentato) per farti agire con prontezza.

Chanel, Dior, Sisley e tutti gli altri marchi famosi della cosmetica, lavorano nel business della speranza.

Come farebbero, altrimenti, a farti spendere migliaia di Euro al litro per il profumo che acquisti?

La speranza, banalizzata, può essere considerata semplicemente convenienza.

Speri che questa piccola monoporzione di cibo pronto ti faccia risparmiare tempo, o che questo piccolo formato di pasta possa far sorridere il tuo bambino inappetente ...

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